Chi è nato e cresciuto nella provincia modenese, sa bene quanto la cucina tradizionale emiliana sia parte integrante della nostra vita e della nostra cultura.
Per noi cucinare non vuol dire mai solo “mangiare”, ma anche e sopratutto “mangiare bene“! Significa far rivivere una lunga tradizione popolare che vede nel cibo l’occasione per divertirsi e stare insieme. La buona tavola emiliana è il luogo attorno al quale si riunisce la famiglia per il pranzo domenicale: una vera e propria celebrazione del “fatto in casa” sano e genuino!  Sinonimo di socialità e di convivialità, diventa anche l’eccellente pretesto per trascorrere in allegria le serate con gli amici!

I primi piatti della tradizione

Da “emiliana doc”,  tra i ricordi d’infanzia più belli conservo quello di nonna Lucia mentre cucina il pranzo di Natale. Assieme a lei, tutte le donne della famiglia si accingevano ai lunghi preparativi. Ore a ore trascorrevano a impastare la pasta, a piegare centinaia di tortellini (indispensabile la rotellina!) o a tirare la sfoglia per le lasagne al ragù.

Nel frattempo, c’era chi addobbava la tavola, chi preparava gli antipasti e chi, come me, si divertiva a fare assaggi qua e là. Mentre ribollivano a fuoco lento le pentole con con il sugo e il brodo di carne, lì vicino qualcuno si adoperava a girare con cura la besciamella sul fuoco.
La cucina si trasformava in un connubio di sapori e profumi tradizionali, di voci e gesti familiari che rendevano  intima e spensierata l’atmosfera della casa.

In altre occasioni, per pranzi o cene più semplici, i primi piatti preferiti erano i tortelloni di ricotta e spinaci (o ortiche), conditi solitamente con burro e salvia. Una variante era la ricetta dei ravioli ripieni di lardo e patate, una gustosissima pietanza di origine reggiana ma molto spesso presente anche sulle nostre tavole.
Anche le tagliatelle all’uovo emiliane, ruvide e spesse, rappresentano da sempre uno dei principiali primi piatti della tradizione. Verdi o gialle, al ragù o al pomodoro, si prestano a essere preparate e condite in molti modi diversi anche nella cucina di tutti i giorni.

I secondi piatti della tradizione

Tra le tante pietanze che arricchivano la tavola a Natale o a Capodanno non poteva certo mancare lo zampone (o il cotechino) con umido di lenticchie. Secondo piatto per eccellenza della tradizione modenese, esso è il simbolo di una cucina da sempre legata al territorio e alle sue origini contadine.
Castelnuovo Rangone, paese in provincia di Modena, celebra ogni anno il record di zampone più grande del mondo nella manifestazione “Super Zampone”. Nel 2015 è stato inaugurato anche MUSA, il primo museo italiano dedicato alla tradizionale lavorazione e produzione di salumi. Per chi volesse saperne di più, lascio di seguito il link: http://www.museodellasalumeria.it.

Ai pranzi della domenica, la cucina di nonna Lucia offriva numerose altre prelibatezze. Oltre ai classici arrosti di coniglio o di tacchino con patate al forno, c’era anche l’appetitoso spezzatino di cinghiale in umido.
Quando poi avanzava un po’ di lesso o di macinato, ecco che prendevano vita i valigini più buoni del mondo! Avvolti in una foglia di verza, questi involtini veniva spesso e volentieri insaporiti con la mortadella tritata.

I piatti…UNICI!

Tra i piatti tipici della cucina emiliana, un posto di rilievo è certamente occupato dalle crescentine e dallo gnocco fritto. Ottimi per una merenda o per un aperitivo con gli amici, questi semplici impasti di farina, lievito e acqua si prestano benissimo anche come piatto unico e completo.

Sinonimo di gusto e di convivialità, crescentine e gnocco vengono serviti con abbondanti taglieri di salumi e formaggi freschi. Tra questi, non possiamo certo dimenticare i classici della tradizione: la Mortadella di Bologna, il Prosciutto di Parma e la Pancetta Piacentina!
Sulle montagne modenesi, ma anche in città, le crescentine si farciscono tipicamente con il pesto di lardo con aglio e rosmarino, accompagnato da un irrinunciabile strato di Parmigiano Reggiano grattugiato!

Nel novero dei piatti unici largamente consumati in Emilia c’è anche la polenta. Tipico alimento della cultura contadina, si accompagna molto bene con i formaggi molli, con il ragù e con gli umidi di carne. Nei territori boschivi della montagna, è abitudine condire la polenta con il sugo di funghi porcini oppure friggerla a cubetti come gustoso e croccante antipasto.

Il giusto vino

Infine, come esigono tutte le buone tradizioni culinarie, esistono le giuste bevande per ogni tipo di piatto e sapore. In Emilia, e sopratutto a Modena, il gusto autentico della cucina si sposa perfettamente con le uve rosse e fragranti del Lambrusco. Con il suo aroma fresco e frizzante, dolce o secco, questo vino accompagna con gusto e leggerezza tutti i piatti tipici della tradizione emiliana.


Dai tortellini allo zampone, dai formaggi ai salumi, l’inconfondibile allegria delle sue bollicine saprà rendere speciale ogni pranzo o cena con la famiglia e con gli amici.

 

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